Intervista allo chef Alessandro Gianpietro

  • 11 Febbraio 2019

Ogni giorno la domanda per tutte le donne, mamme o nonne è : ‘Cosa cucino oggi?.

Mangiare bene è importante per la salute, saper cucinare e un arte. E poi, come si suol dire, anche “l’amore viene dallo stomaco”. La cucina albanese è sicuramente molto buona, grazie alle sue tradizioni e il popolo albanese adora la sua gastronomia. Però, ai nostri giorni, siamo consapevoli che non può esistere solo la nostra cucina. La migliore amica della nostra cultura di cucina albanese è diventata la cucina italiana. Per saperne di più, abbiamo intervistato un cuoco molto conosciuto sia in Italia che in Albania: lo Chef Alessandro Gianpietro.

Buongiorno Chef Alessandro. Per tutti I nostril lettori che non la conoscono bene, iniziamo con una sua presentazione personale?

“Ciao, mi chiamo Alessandro Gianpietro e vivo a Tirana da otto anni ormai. Sono sposato con una donna albanese, Drita Ibrahimi e ho una figlia che è uno dei più grandi compositori in Albania: Feime Ibrahimi. A causa degli importanti lavori della nostra famiglia, abbiamo deciso di trasferirci a Tirana. Come ho detto prima, sono passati ben otto anni e così, posso dire che mi sono ambientato e che mi trovo molto bene. Vivendo qui ho raggiunto successi importanti. Lavorando nella ristorazione a 360 gradi, seguendo il turismo , ho avuto delle belle esperienze, perchè sono lo chef della Tring Vizion+ con ben 180 trasmissioni”.

Attualmente lei sta lavorando al ristorante Il Piano. Da quanto tempo si trova li?

“Ho intrapreso questo nuovo progetto con la proprietà Italiana da pochissimo tempo e ho iniziato a lavorare a novembre, quasi quattro mesi fa”.

E stato difficile per lei portare la cultura gastronomia Italiana in un paese come l’Albania?

“A dire la verità non è stato troppo difficile. Penso si debba avere il coraggio di esprimere l’originalità, senza cercare di adattare le ricette altrimenti si cade nella banalità. Occorre però fare attenzione a non cambiare le ricette. Perché se poi variano anche il sapore e il gusto, si rischia l’autogol. Quindi quando si rispettano i principi generali e anche le ricette, è più facile ottenere un successo. All’estero spesso si cambiano le ricette, perdendone cosi l’originalità. Invece i piatti, io li faccio come vengono fatti in Italia così tutti se ne innamorano, anche il popolo albanese che conosce molto bene la cucina italiana. Ho sempre cercato di difendere e mantenerle le ricette originali. Quindi la risposta e no, non e stato assolutamente difficile”.

Ha qualche piatto preferito, o quello che definirebbe ‘migliore’ secondo i suoi gusti?

“Hai fatto una bella domanda perche i piatti che preferisco sono tanti. Io sono innamorato sia della cucina di terra che di mare. Mi piace anche la cucina fatta con i piatti antichi: la nostra tradizione italiana che poi creo in una “fusion”, con un mix tra nuovo e antico. A me piace molto cucinare in base alla stagione. In inverno non posso stare senza i prodotti della terra: quindi carne e sapori decisi. Poi quando arrivano la primavera e l’estate vado proprio su tutte le proposte gastronomiche del pesce. Mi diverto anche con la cucina di mare perché mi da la possibilità di fare tanti accostamenti. Diciamo che non c’è un piatto in particolare: l’assoluto io lo trovo in tutte le ricette”.

Chef Alessandro, ha pensato in futuro di aprire un suo ristorante o preferisce continuare a collaborare?

A dire il vero l’idea mi viene e non mi viene, anche perche mi chiedono sempre nuove collaborazioni. Io stringo sempre accordi e progetti per l’apertura di nuovi ristoranti, o per intervenire nel migliorarli o riattivarli, sempre con la mia squadra. Attualmente sto facendo questo poi in future non si sa mai”.


 

Sappiamo che oltre a cucinare, sta dando anche lezioni di cucina. Vuole darsi all’insegnamento ?

“Si, è vero. Ho il piacere e il privilegio di poter trasmettere questa cultura della cucina italiana e sono andato a fare parte della squadra di una delle scuole più importante d’Albania: la scuola ‘Neranxi’. Sono 200 insegnanti e ogni giorno mi diletto a fare proprio questo. Per me è un nuovo successo. Neanche lo chiamo lavoro, perchè per me poter trasmettere la conoscenza, la passione e la cultura gastronomica, mi riempie il cuore. Io lo faccio con tanto amore e piacere e quando finisco la lezione che tutti mi fanno gli applausi per me è una bellissima cosa”.

La più bella esperienza in cucina che ha vissuto in questi 8 anni a Tirana?

“Quello che più mi è piaciuto, oltre ai successi dei ristoranti, è stato entrare nel mondo televisivo. E’ stata proprio l’apertura di una via per poter comunicare qui sul territorio e per trasmettere la nostra cultura. Con la nostra cucina è stato possibile entrare nelle case degli albanesi e questo l’ho vissuto con grande entusiasmo. Ho creato una fusione tra i prodotti e gli ingredienti italiani con quelli albanesi e quando andavo in giro per strada, anche le persone più umili mi fermavano e mi dicevano che apprezzavano queste due culture unite in una sola cosa e che anche loro avevano così la possibilità di provare a cucinare in questo modo a casa loro”.